Slide title: Risarcimento nel divorzio in Turchia; Avvocato Ozan Soylu, Studio Legale Soylu, Istanbul, Turchia

Risarcimento nel divorzio in Turchia: chi può chiederlo e quando

Il divorzio in Turchia non si limita a sciogliere il vincolo matrimoniale: produce una serie di conseguenze giuridiche destinate a tutelare il coniuge che ha subìto un danno a causa della separazione. Il diritto civile turco riconosce che la dissoluzione del matrimonio può provocare tanto una perdita patrimoniale quanto una lesione dei diritti della personalità del coniuge innocente, e predispone a tal fine un apposito meccanismo di tutela. In base al Codice civile turco, il coniuge che abbia subìto un danno direttamente riconducibile al divorzio può avanzare due distinte pretese risarcitorie: una per il danno patrimoniale e una per il danno non patrimoniale.

Il fondamento normativo: l’articolo 174 del Codice civile turco

La disciplina del risarcimento nel divorzio in Turchia è contenuta nell’articolo 174 del Codice civile turco (Türk Medeni Kanunu, Legge n. 4721):

Articolo 174 — «Il coniuge che non è in colpa per lo scioglimento del matrimonio, o che è in colpa in misura minore, e i cui interessi esistenti o futuri siano stati pregiudicati a causa del divorzio, può esigere dall’altro coniuge colpevole un adeguato risarcimento del danno patrimoniale. Il coniuge i cui diritti della personalità siano stati violati dagli eventi che hanno dato luogo al divorzio può esigere dall’altro coniuge colpevole un adeguato risarcimento del danno non patrimoniale.»

Il primo comma riguarda il danno patrimoniale — in turco «maddi tazminat» — per le perdite economiche quantificabili derivanti dal divorzio. Il secondo comma disciplina il danno non patrimoniale — «manevi tazminat» — per la lesione dell’onore, della dignità e dell’integrità emotiva del coniuge. Entrambe le pretese sono fondate sul principio della colpa: il diritto al risarcimento dipende direttamente dal grado di responsabilità attribuibile a ciascuna parte.

Chi ha diritto al risarcimento

Il presupposto indefettibile di qualsiasi pretesa risarcitoria nel divorzio turco è l’accertamento della colpa. Il coniuge che domanda il risarcimento deve essere privo di colpa o avere una colpa inferiore rispetto all’altro. Il coniuge giudicato in egual misura responsabile non ha diritto al risarcimento; quello ritenuto prevalentemente colpevole è categoricamente escluso dalla possibilità di agire.

La giurisprudenza turca, inclusa la Corte di Cassazione (Yargıtay), valuta costantemente la colpa in relazione agli specifici eventi che hanno determinato il divorzio — non al comportamento generale delle parti durante l’intero matrimonio.

Per il risarcimento del danno patrimoniale ai sensi dell’articolo 174 comma 1, l’attore deve dimostrare che il divorzio ha direttamente pregiudicato i suoi interessi economici presenti o futuri. Ciò può riguardare la perdita del tenore di vita mantenuto in costanza di matrimonio, il venir meno del contributo economico dell’altro coniuge o la perdita di vantaggi economici attesi che si sarebbero realizzati con il perdurare del matrimonio. Il nesso causale tra il divorzio e il danno patrimoniale è un elemento essenziale.

Per il risarcimento del danno non patrimoniale ai sensi dell’articolo 174 comma 2, occorre che gli eventi all’origine del divorzio abbiano violato i diritti della personalità del coniuge — onore, dignità e integrità emotiva. I tribunali turchi hanno costantemente riconosciuto l’adulterio, la violenza domestica, l’umiliazione pubblica e comportamenti analoghi come cause legittime di danno non patrimoniale.

La determinazione del quantum

Il diritto turco non prevede una formula fissa né una tariffa legale per il risarcimento nel divorzio. Il Codice civile si limita a prescrivere che il giudice attribuisca un «adeguato importo», lasciando ampio spazio alla valutazione equitativa. Tale discrezionalità, tuttavia, non è arbitraria. La Corte di Cassazione ha elaborato un insieme di criteri che i giudici di merito sono tenuti a considerare.

Il grado di colpa è il criterio principale: quanto più grave è il comportamento del coniuge convenuto, tanto maggiore può essere il risarcimento. La situazione socioeconomica di entrambe le parti è di pari rilievo — reddito, patrimonio, prospettive professionali dell’attore e capacità economica del convenuto vengono valutati congiuntamente. La durata del matrimonio riveste particolare importanza ai fini del danno patrimoniale, poiché un’unione prolungata determina una più profonda interdipendenza economica tra i coniugi. Per il danno non patrimoniale, la natura e la gravità della violazione — adulterio, violenza, umiliazione pubblica o la loro combinazione — può incidere significativamente sull’importo liquidato.

La Corte di Cassazione turca (Yargıtay 2. Hukuk Dairesi, E. 2021/809, K. 2021/1996) ha chiarito che il risarcimento del danno non patrimoniale mira a ristabilire l’equilibrio psicologico turbato dal divorzio, non a arricchire ingiustificatamente l’attore. Importi eccessivamente elevati come importi irrisori vengono cassati. I principi guida sono la proporzionalità e l’equità.

Modalità di pagamento

Il risarcimento patrimoniale viene di norma liquidato in un’unica soluzione. Ai sensi dell’articolo 176 del Codice civile turco, il tribunale può tuttavia disporne il pagamento in forma periodica (irat biçiminde), qualora le circostanze lo giustifichino. Tale regime cessa automaticamente al nuovo matrimonio del beneficiario o alla morte di una delle parti, e può essere revocato dal giudice se il beneficiario convive more uxorio o conduce una vita ritenuta disonorevole.

Il risarcimento del danno non patrimoniale viene sempre liquidato in un’unica soluzione; non è prevista la forma periodica per questo tipo di pretesa.

I termini per agire: il termine di un anno

La questione dei termini è di importanza decisiva. Ai sensi dell’articolo 178 del Codice civile turco, le domande di risarcimento nel divorzio devono essere proposte entro un anno dal passaggio in giudicato della sentenza di divorzio. Si tratta di un termine di decadenza: il suo decorso comporta l’estinzione definitiva del diritto al risarcimento.

La domanda può essere formulata nell’ambito del procedimento di divorzio principale ovvero in un separato giudizio, purché nel rispetto del termine annuale. Competente è il tribunale per la famiglia che ha trattato il divorzio o quello del luogo di residenza del convenuto.

Risarcimento e assegno alimentare: una distinzione fondamentale

Il risarcimento ex articolo 174 e l’assegno alimentare post-divorzio in caso di indigenza (yoksulluk nafakası) ex articolo 175 perseguono finalità diverse. L’assegno alimentare mira a impedire che un coniuge cada in povertà a seguito del divorzio ed è indipendente dalla colpa. Il risarcimento, al contrario, è esclusivamente fondato sulla colpa e riguarda una tipologia di pregiudizio diversa. Le due pretese possono essere avanzate contemporaneamente, ma è opportuno distinguerle con cura nell’atto introduttivo, per non indebolire l’una o l’altra.


Avvocato Ozan Soylu — Avvocato turco per il divorzio

L’avv. Ozan Soylu è un legale con studio a Istanbul che opera sotto la denominazione Soylu Law Office, con specializzazione nel diritto di famiglia turco. Assiste sia cittadini turchi sia clienti stranieri nei procedimenti di divorzio, nelle controversie relative al risarcimento del danno e agli alimenti, nonché nelle questioni connesse al riconoscimento di sentenze straniere in Turchia.

Per ulteriore assistenza o consulenza su questo argomento, può contattarci.


 

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